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Pubblica Amministrazione: dal 2026 almeno il 10% degli acquisti ICT dovrà essere ricondizionato

 30-06-2026  

Una svolta per l'economia circolare e gli acquisti pubblici

Una svolta per l'economia circolare e gli acquisti pubblici

Il settore del ricondizionato compie un importante passo avanti. Con l'entrata in vigore dei nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM ICT) introdotti dal Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica dell'11 marzo 2026, tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane sono chiamate ad adottare un nuovo approccio negli acquisti di dispositivi informatici.

La novità più significativa riguarda l'obbligo di acquistare almeno il 10% di apparecchiature ricondizionate nell'ambito delle forniture di computer, notebook, monitor, tablet e smartphone. Il provvedimento rappresenta un importante strumento per promuovere l'economia circolare, ridurre i rifiuti elettronici e valorizzare il mercato del ricondizionato di qualità.

Cosa prevede la nuova normativa

Le stazioni appaltanti dovranno garantire che almeno il 10% del totale delle apparecchiature acquistate sia costituito da prodotti ricondizionati.

Il requisito riguarda gli appalti relativi a:

  • Computer desktop
  • Notebook
  • Monitor
  • Tablet
  • Smartphone

Qualora non sia possibile raggiungere la quota del 10% all'interno di una singola categoria di prodotto, il decreto consente una compensazione tra categorie diverse, purché venga rispettata complessivamente la percentuale minima prevista.

Non è una semplice raccomandazione

L'obbligo nasce dall'applicazione dell'articolo 57 del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023), che impone alle amministrazioni di inserire i Criteri Ambientali Minimi nella documentazione di gara.

Ciò significa che:

  • i CAM devono essere inseriti nei capitolati di gara;
  • il rispetto dei requisiti ambientali diventa parte integrante dell'offerta;
  • le amministrazioni possono effettuare verifiche documentali e tecniche sulla conformità dei prodotti offerti;
  • il mancato rispetto dei CAM può comportare l'illegittimità della procedura di gara o l'esclusione dell'operatore economico nei casi previsti dalla normativa e dalla documentazione di gara.

Quali certificazioni e requisiti devono possedere i prodotti ricondizionati?

Uno degli aspetti più importanti riguarda la qualità del ricondizionamento.

I dispositivi non possono essere semplicemente "usati": devono essere sottoposti a un processo professionale di rigenerazione e devono soddisfare precisi requisiti tecnici e ambientali previsti dai CAM.

Tra gli elementi normalmente richiesti figurano:

  • completa cancellazione certificata dei dati presenti sui dispositivi;
  • test funzionali completi;
  • verifica delle prestazioni hardware;
  • sostituzione dei componenti difettosi;
  • conformità alle normative europee in materia di sicurezza;
  • garanzia commerciale;
  • tracciabilità dell'intero processo di ricondizionamento;
  • disponibilità della documentazione tecnica richiesta dalla stazione appaltante.

Le imprese che operano nel settore dovranno inoltre essere in grado di dimostrare il rispetto dei criteri previsti dai CAM attraverso idonea documentazione tecnica e dichiarazioni di conformità.

Un'opportunità per le aziende del ricondizionato

La nuova disciplina rappresenta un'importante opportunità per gli operatori italiani del settore.

La Pubblica Amministrazione acquista ogni anno migliaia di computer, notebook e altri dispositivi informatici. Destinare almeno il 10% di questi acquisti al ricondizionato significa:

  • aumentare la domanda di prodotti rigenerati;
  • favorire imprese specializzate nella circular economy;
  • ridurre le emissioni di CO₂ legate alla produzione di nuovi dispositivi;
  • diminuire la quantità di rifiuti elettronici;
  • ottenere un notevole risparmio economico per la collettività.

Un cambiamento culturale prima ancora che normativo

Questa normativa riconosce ufficialmente che il ricondizionato non rappresenta una soluzione di ripiego, ma una scelta sostenibile, affidabile ed economicamente vantaggiosa.

Per anni il mercato del ricondizionato ha dimostrato di poter offrire prodotti di qualità elevata, garantiti e perfettamente adatti sia all'utilizzo professionale sia a quello della Pubblica Amministrazione.

Con i nuovi CAM ICT, il legislatore compie un passo concreto verso un modello di acquisti pubblici più sostenibile, nel quale il ciclo di vita dei prodotti viene esteso anziché interrotto prematuramente.

Conclusioni

L'obbligo di acquistare almeno il 10% di dispositivi ricondizionati rappresenta un'importante evoluzione delle politiche ambientali italiane.

Per le Pubbliche Amministrazioni significa contribuire concretamente agli obiettivi di sostenibilità senza rinunciare a qualità, affidabilità e sicurezza. Per le aziende specializzate nel ricondizionamento costituisce invece il riconoscimento del valore industriale di un settore che da anni investe in innovazione, qualità e tutela dell'ambiente.

Il futuro degli acquisti pubblici sarà sempre più circolare, e il ricondizionato diventerà uno dei protagonisti della trasformazione digitale sostenibile.

 

 

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